Abballamm’! al Ravello Festival

L’Italia dei festival della danza si è già inchinata ai grandi nomi di Karole Armitage, Marie Chouinard ed Ohad Naharin, ospiti in serie del Ravello Festival diretto da Laura Valente. Qui i tre personaggi di fama mondiale hanno ceduto il belvedere di Villa Rufolo ai giovani talenti campani del progetto di formazione “Abballamm’!”, ideato dalla stessa direttrice artistica ma gestito da Gennaro Cimmino nella buona compagnia di Susanna Sastro. E così come è già successo l’anno scorso, e quest’anno con la neo-direttrice della Biennale danza di Venezia Marie Chouinard, anche in questa sessantacinquesima edizione del festival wagneriano ecco tornare i giovani alla ribalta della scena, della critica e del panorama più mozzafiato della danza. Rieccoci dunque con “Abballamm’!”, in scena lo scorso 22 luglio con una serata dal profumo di karma, rappresentato con due titoli ed una moltitudine di giovani e giovanissimi talenti provenienti dalla Palestina, dal Mali e dall’Italia, naturalmente. E tanti campani, con due ballerini ravellesi scelti per abbattere tutti i muri del mondo come nel solco dell’intero festival di quest’anno. La prima parte della serata è stata all’insegna della danza cosmopolita, con un “Palestinian karma” proposto da Bassam Abu Diam per la compagnia palestinese Sareyyet Ramallah, concepito per raccontare le storie di emigrazioni ed integrazioni. Qui tutti insieme hanno lavorato gli allievi dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma a braccetto con danzatori malesi e palestinesi in un progetto senza confini concepito proprio per la trasversatilità dei contenuti e degli uomini e delle donne coinvolti per l’abbattimento di tutti i muri. L’incredibile atmosfera della serata è stata raccontata sin dalla sua genesi proprio da Bassam Abu Diam: in questa serata particolare porta sul palco di Ravello giovani artisti provenienti da tre paesi con le loro lingue e la loro cultura impegnati in un gioco di relazioni a tre a due e di gruppo dove l’identità comune si ritrova nella terra e nel corpo con le sue parti nel tentativo di distribuirne il peso oscillante tra il qui e l’altrove, il sotto e il sopra, l’orizzontalità e la verticalità, il vicino e il lontano. È la storia di una umanità contemporanea stretta tra il perimetro circoscritto dell’identità etnica e lo spazio fluido della globalizzazione. “Palestinian karma” inoltre, racconta anche il paradosso di una realtà dove gli incontri avvenuti, impossibili al di fuori del progetto, sono quel limite che lo stesso si è imposto di superare. La seconda parte è invece stata appannaggio della matrice campana del progetto formativo “Abballamm’!”, evidentemente nato e cresciuto con l’obiettivo di lanciare nel mondo della danza internazionale i tanti giovani ballerini della regione.

Fabrizio Esposito
Fabrizio Esposito

Qui il coreografo Fabrizio Esposito, già ballerino solista del Teatro di San Carlo di Napoli, ha pensato ad un “Revolving karma”, chiaramente in simbiosi con il karma cosmopolita del primo titolo della serata. Il flash mob dei tanti ragazzi di Fabrizio Esposito ha sdoganato i colori e le speranze di questo progetto fin fuori Villa Rufolo, accogliendo per lunghissimi quattro minuti la cittadinanza ed i tanti turisti in un abbraccio ideale tra il palco, il dietro le quinte e la grande platea a metà strada tra il cielo ed il mare della Costiera. Ma cosa ha voluto raccontare il “Revolving karma” ce l’ha scritto di suo pungo lo stesso coreografo Fabrizio Esposito: Il filo conduttore scelto da Laura Valente per l’edizione di quest’anno è il “muro” o, meglio, i “muri”, in tutte le loro accezioni. Ma, com’è ovvio, il richiamo al momento più vicino a noi è certamente tutto ciò che ruota intorno alla questione migranti: i muri “fisici” dei paesi che alzano le barriere contro i nuovi arrivati; i muri “ideologici” ed “emotivi” che alziamo con la paura e la diffidenza. Una serata intensa, dunque, proprio come la volevano i due coreografi ospiti del quinto appuntamento del Ravello Festival, con un clima sempre più internazionale ma al contempo familiare, proprio come ha voluto sottolineare in chiusura lo stesso coreografo campano: ho voluto invitare sul palco la direttrice artistica Laura Valente per ringraziarla a nome di tutti i giovani artisti campani per il coraggio e per la lungimiranza delle sue scelte. “Abballamm’!” è il fiore all’occhiello di un’iniziativa a più ampio spettro ma che ha l’audacia di premiare i giovani e questo è davvero lodevole al giorno d’oggi.  

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