Biennale Danza

In scena a Venezia dal 22 giugno al 1° luglio, il 12. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard, il “secondo capitolo” di una panoramica della coreografia oggi con nomi di importanza storica; si va da Meg Stuart alla quale il 22 giugno verrà consegnato il Leone d’oro alla carriera, e che la sera alle 20.00 presenterà Built to last a Deborah Hay, coreografa per il Cullbergbaletten che presenta, il 30 giugno, Figure a sea, alla stessa Marie Chouinard che alla Biennale riserva il 23 e 24 giugno la prima mondiale del suo nuovo spettacolo, Solos et duos.

Accanto a loro molti nomi affermati, alcuni noti ai nostri palcoscenici e altri nuovi per l’Italia e la Biennale. Da Israel Galván che il 24 e 25 giugno presenta il suo flamenco contemporaneo con FLA.CO.MEN a Xavier Le Roy che propone una sua personale rilettura di Le sacre du printemps all’Arsenale Tese dei Soppalchi il 29 e 30 giugno.

Da Frédérick Gravel, coreografo di Montreal noto per l’integrazione di elementi diversi, legati al rock e alla performance in scena il 27 giugno con Some hope for the bastards a Jacques Poulin-Denis che con Running piece propone una coreografia in moviemnto, ma attuata senza spostarsi.

Il 24 giugno prima italiana per To Come della coreografa danese Mette Ingvartsen, lavoro che indaga “il grado zerodella danza”.

E poi Marlene Monteiro Freitas, Leone d’argento di questa edizione del Festival, che propone il 28 giugno Bacchae – Prelude to a Purge.

Fra i più giovani figurano Francesca Foscarini che propone il 27 e 28 giugno all’arsenale Teatro alle Tese Vocazione all’asimmetria e la trentenne Irina Baldini – rivelazione di Biennale College dello scorso anno in scena il 26 giugno con Quite now. Infine i talenti della nuova edizione di Biennale College: i coreografi Maria Chiara De’ Nobili, Ezgi Gungor, Rebecca Jensen con tre lavori originali e 15 giovani danzatori impegnati nei 24 Préludes de Chopin di Marie Chouinard e nella nuova creazione di Daina Ashbee.

Chiude il festival il 1° luglio Faye Driscoll che in Thank you for coming: attendance fa avvicinare pubblico e performers sempre più, fino a dare vita ad una identità condivisa, attraente e caotica

Info: www.labiennale.org

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