Bolero e Trip-Tic al Teatro Vascello

Un vero e proprio trittico, che ruota attorno al numero tre: tre le coreografe coinvolte, tre i brani dei primi anni del XX secolo, tre i temi per tre ricerche coreografiche nate a partire da musiche ormai entrate nel repertorio, ma un tempo parte di un modo rivoluzionario di fare danza.

 

Dopo Paradox nel 2016, Balletto di Roma torna ad esplorare la forma del trittico nel 2017 con Bolero | Trip – Tic. Ad essere protagonisti dell’opera – che ha debuttato lo scorso luglio al Festival Civitanova Danza sono tre brani musicali, che rimandano allo straordinario periodo di innovazione e fermento artistico che accompagnò l’ascesa dei Balletti Russi in Europa agli inizi del 1900. Purtroppo, le figure femminili che contribuirono allo sviluppo della cultura della danza europea in quegli anni rimangono nell’ombra: è il caso, ad esempio, di Ida Rubinstein, danzatrice e mecenate, che nel 1928 commissionò a Ravel il celebre Bolero, per un balletto che coreografò e danzò poi lei stessa. 

Con Bolero | Trip – Tic Balletto di Roma ha dato voce a tre artiste italiane attive sulla scena contemporanea internazionale. Alla giovane Giorgia Nardin, performer e coreografa indipendente, è affidata la creazione de L’Après-midi d’un Faun sulla musica originale di Claude Debussy: il suo stile estremamente fisico e provocatorio rilegge un titolo tratto da un racconto di Stéphane Mallarmé, che ha ispirato una partitura capostipite dell’impressionismo musicale. Un poemetto ricco di immagini e simboli, ma anche di riferimenti profondamente erotici, in cui il poeta descrive il fauno attraverso il gesto; ma più di un secolo dopo, cosa racconta questo personaggio? A partire da questa domanda si sviluppa la ricerca di Giorgia Nardin, con uno sguardo al celebre Nijinsky.

Ancora Debussy per Chiara Frigo, cui è proposta la creazione di un lavoro ispirato al tema delle migrazioni sulla Suite Bergamasque (con elaborazioni sonore di Mauro Casappa), composizione in quattro movimenti, che comprende anche il celebre Clair de Lune, ispirato alla poesia di Paul Verlaine. In questo intreccio di citazioni letterarie e musicali, Frigo indaga un concetto di migrazione in cui gli orizzonti si sono appannati e ristretti, le traiettorie di fuga incontrano sempre più spesso un muro, un filo spinato, per cui migrare è un bisogno febbrile di uscire da un labirinto fatto di trappole spietate e inganni che si ripetono. Con la sua coreografia Chiara Frigo costruisce un labirinto di Dedalo, ispirato alla contemporaneità di una migrazione ben lontana dal volo liberatorio – seppur fatale – di Icaro.

Francesca Pennini, coreografa e fondatrice di CollettivO CineticO, infine, ha creato un nuovo Bolero sulla musica originale di Maurice Ravel: celeberrimo e diffusissimo tra le composizioni di danza, che in questa versione promette di essere scardinato e ricomposto secondo l’ironica e complessa danza tipica di Pennini e delle sue creazioni “cinetiche”. Nella versione di Pennini, Bolero è un atto di resistenza e di contagio: con un ritmo costante che è una vera e propria sfida alla scomposizione tematica, musicale e coreografica.

Partendo dalle composizioni musicali le tre proposte coreografiche mettono il corpo e la danza al centro della ricerca, offrendo suggestioni riferibili a un’umanità in movimento, al desiderio di essere amati e amare, alla seduzione e al suo contagioso impatto sugli esseri umani.

Dopo le rappresentazioni a Operaestate Festival Veneto (Bassano del Grappa) e al Gender Bender Festival (Bologna), Bolero | Trip – Tic arriva a Roma, al Teatro Vascello dal 14 al 18 marzo.

 

 

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