Fine prova mai: la compagnia Ballet-ex di nuovo in scena

Le prove non finiscono mai, sono gli effetti della vita… Oppure le cause? Luisa Signorelli firma la sua nuova, emblematica coreografia per la Compagnia Ballet-ex.

“Fine prova mai” è il titolo della nuova coreografia creata da Luisa Signorelli per la compagnia Ballet-ex, la cui prima si è svolta il 12 marzo al teatro Viganò di Roma tra i calorosi applausi del pubblico, spesso a scena aperta.  Seguiranno altre quattro rappresentazioni: al Teatro Herberia di Rubiera il 26 marzo  e poi di nuovo a Roma l’8 aprile al Teatro Orione,  il 14 maggio al Teatro Viganò ed il 5 giugno al teatro Olimpico.

L’unica certezza che abbiamo tutti a proposito della nostra esistenza è che le prove non finiscono mai.  Le esperienze della vita ci riconducono fatalmente alle nostre debolezze e dobbiamo rispondere non solo affinando le doti naturali, ma soprattutto sviluppando nuove attitudini ed incrementando forza e resistenza. Analogamente a quanto avviene per la danza, ma anche per qualsiasi altra attività in cui si voglia non necessariamente progredire ma anche solo mantenere la posizione acquisita, dobbiamo essere in continuo allenamento, anche perché, come sappiamo bene, gli esami non finiscono mai…

Luisa Signorelli con la danza racconta l’uomo e la sua eterna prova, e lo fa con il grande respiro che contraddistingue le sue creazioni coreutiche: i movimenti prendono quota ed attraversano spazi ampi ed elevati, oltrepassano confini ed arrivano alla sfera immaginativa dello spettatore, suscitando emozioni e meraviglia.

L’opera è circolare, l’inizio coincide con la fine, metafora dell’avvicendarsi dei destini e del ripetersi degli eventi, ogni individualità crede di essere unica nel vivere le proprie esperienze e che invece riguardano l’intera umanità.  

Così un magnifico e struggente assolo apre l’opera: il danzatore, camicia bianca che lo individualizza rispetto dagli altri, è raccolto in sé e sembra nascere in quel momento alla vita, le si apre con significativo trasporto. Sono le promesse dell’esistenza, a cui risponde immediato l’anelito umano all’eternità.

Da quel preciso momento, per il nostro danzatore, e così per ciascuno di noi, si aprono le danze, in senso letterale e figurato. Attraverso i vari quadri dell’opera assistiamo allo svolgersi del percorso, e non ci sono più protagonisti ma al centro vi è l’umanità, ciascuno è legato all’altro, le sorti sono condivise e non ci sono vincitori e vinti, ma solo l’alternarsi delle vicende e dei sentimenti, in fondo uguali per tutti. E così la storia termina, con il passaggio simbolico della veste individuale ad un altro soggetto, che comincia il suo cammino, con un nuovo allenamento e nuove prove.   

Bellissimi i video che a tratti si muovono sullo sfondo, come la scelta delle musiche, sempre suggestive, a sottolineare i diversi momenti, fino al vigoroso finale, ripreso in parte dalla precedente coreografia e che rimane secondo noi un pezzo da manuale.

La commedia dell’uomo è sempre splendidamente rappresentata dalla coreografa e danzatrice Luisa Signorelli, che sapientemente ne tratteggia slanci e cadute con architetture coreutiche sempre nuove ed avvalendosi di una spettacolare compagnia di ottimi danzatori, dalle considerevoli doti interpretative: Simone Baroni, Danilo Calabrese, Vincenzo Caiazza, Francesco Marino, Carlo Pacienza, Francesco Piazza.  Coreografie innovative ed eleganti ma anche un grande affiatamento dei danzatori, uno dei motivi del successo di questa compagnia: ciascuno ha le proprie corde, ogni suono emerge distinto e cristallino in un armonico insieme, ma ciò che li unisce realmente, oltre ad una forte base tecnica, sono la versatilità e la voglia di mettersi in gioco e di sperimentare nuove espressioni del movimento. 

Foto Massimo Danza

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