La danza al Circuito Regionale Multidisciplinare della Sardegna.

Estetiche classiche e nuovi linguaggi della pluralità artistica, progetti coreutici tradizionali e pillole di giovane danza d’autore a conferma del percorso di monitoraggio sulla coreografia emergente intrapreso oramai da diversi anni dal Circuito. La nuova stagione di danza 2015-2016, parte integrante del Circuito Multidisciplinare Sardegna, si presenta al pubblico forte di una scelta di 41 spettacoli distribuiti sull’intero territorio isolano. Una rete di teatri, compagnie e tematiche che va incontro a una richiesta del pubblico, fattasi sempre più consistente negli anni, di incrementare e articolare l’offerta e la qualità dei consumi culturali. La risposta del Circuito, settore danza, sta in queste dieci opere firmate da affermate compagnie internazionali: un mosaico simbolico di quelle che sono le tendenze, le tensioni, le correlazioni tra danza e movimento attive oggi sulla scena mondiale.

La stagione invernale della danza, s’inaugura il 25 dicembre con Cenerentola, un classico natalizio del Royal Ballet of Moscow, in scena con un corpo di ballo che annovera tra le sue fila ballerini di grande esperienza e raffinatezza artistica provenienti dai migliori teatri russi. A gennaio si prosegue con Coppélia, nuova produzione firmata Daniele Cipriani Entertainment, diretta e coreografata da Amedeo Amodio e ispirata a un celebre racconto di Hoffmann.

A febbraio i palcoscenici dell’isola si illuminano con Magic Shadows, la danza d’ombre di Adam Battelstein, il coreografo e direttore creativo dei Catapult, performers d’eccezione del seguitissimo America’s Got Talent. Dalle atmosfere sincopate newyorchesi a quelle ricche di fascino della calda sensualità argentina: tra gennaio e marzo, nei teatri dell’isola, si balla col Tango di Miguel Angel Zotto, per i cultori “uno dei tre massimi ballerini di tango del secolo”, ma ci si appassiona anche alle eleganti milonghe della Noche Tanguera di Naturalis Labor, raffinato spettacolo con incursioni nella danza contemporanea che ha fatto registrare il tutto esaurito nei principali teatri italiani.

Felice ritorno in Sardegna anche per Cristina Bozzolini, fondatrice e storica direttrice artistica della compagnia Junior Balletto di Toscana, quest’anno in scena con la nuova produzione Romeo e Giulietta coreografata dal direttore di “MaggioDanza” Davide Bombana e interpretata da giovani danzatori under 21. Anche per Monica Casadei e la sua Artemis Danza si tratta di un graditissimo ritorno: dopo la giostra di corpi di Traviata dell’anno scorso, l’eclettica coreografa emiliana prosegue con ToscaX il suo ardito progetto legato alla musica pucciniana.

Sperimentazione e desiderio di intercettare pubblici diversi sono infine alla base della rassegna Assaggi d’Autore, vetrina dedicata alla danza d’autore delle nuove generazioni dove le forme coreografiche strizzano l’occhio alle arti visive: protagonisti il duo lombardo di Carlo Massari e Chiara Taviani con Tristissimo; la visione pedagogica dell’arte coreutica di Simonetta Puxeddu e della sua Compagnia Danzalabor in scena con la sarda Paola De Felice interprete di Sulla rotta di Delphis e il pluripremiato breack-dancer Giovanni Leonarduzzi del Gruppo Bellanda con Ci sono cose che vorrei davvero dirti.

Dieci compagnie che dal 25 dicembre fino al 17 aprile circuiteranno in ben undici palcoscenici della Sardegna: dal Teatro Montiggia di Palau, passando per il Civico di Sinnai, il Centrale di Carbonia, l’Eliseo di Nuoro, il Civico di Alghero, il Comunale di Sassari, il Teatro del Carmine di Tempio e il Nelson Mandela di Santa Teresa Gallura. Tra le novità, il ritorno dell’Auditorium del Conservatorio Pierluigi da Palestrina a Cagliari, e due nuovi graditissimi palcoscenici: il Teatro Civico Oriana Fallaci di Ozieri e il Teatro Comunale di San Gavino. Uno sforzo importante quello di coinvolgere i palcoscenici di nuovi Comuni isolani, volto a dare sempre più slancio alla relazione tra danza e spazi urbani e che intende intercettare pubblici distanti dai consueti spazi teatrali, divulgando al tempo stesso originali linguaggi coreografici in territori poco battuti dalle grandi compagnie internazionali.

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