Livorno in Danza

Il torrione della Fortezza vecchia di Livorno torna in auge nel prossimo mese di febbraio con il suo “Livorno in Danza” 2018, ottava edizione di una manifestazione che ormai conduce per mano mille giovani talenti provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo di conquistare il cuore del Teatro Goldoni, simbolo di arte e cultura in città.

Un viaggio che dal cielo e dal mare conduce ragazze e ragazzi pieni di sogni nel cassetto ed una valigia sempre pronta per andare a realizzarli in uno dei contest più credibili ed attendibili in circolazione. Basta dare una fugace occhiata al sito www.livornoindanza.info per scoprire numeri, nomi, cognomi ed un passato di sole sette edizioni ma già così internazionale e griffato dai nomi salienti della danza e del balletto.

La Direttrice Artistica di Livorno in Danza Gaia Lemmi
La Direttrice Artistica di Livorno in Danza Gaia Lemmi

Ma andiamo con ordine. A cominciare dalla direttrice artistica Gaia Lemmi, icona della danza a Livorno ed indispensabile traino di proposte e valori della sua creatura pronta a compiere i suoi primi otto anni dal 9 al 12 febbraio prossimo. Affiancata da una serie di nomi di assoluta garanzia, la direttrice artistica li cita uno ad uno e affida loro le sorti medio e lungo termine del migliaio di talenti pronti ad invadere Livorno: comincerei dall’israeliano Igal Perry, direttore del Peridance Center New York; e poi l’ungherese Tamas Moricz, co-direttore del Balletto Reale delle Fiandre); il francese Stephen Delattre, direttore del Delattre Ballet Company; la britannica Julie Wherlock, direttrice del Ballettschule di Basilea; la statunitense Maurice Causey, già nome di spicco del Forsythe Frankfurt Ballet e NDT, nonché il direttore del DAF e Spellbound Mauro Astolfi, tutti nell’intento comune di promuovere la danza di qualità nel segno della continuità tra la formazione ed il mondo del lavoro.
Occasioni professionali che sono state sempre il cruccio del “Livorno in Danza”, sin dalla sua prima edizione, con opportunità concesse spesso al di là delle Alpi come al Peridance Center di New York, all’Accademia di Basilea in Svizzera, al Balletto Reale delle Fiandre in Belgio, al DAF di Roma, alla Delattre Ballet Company di Mainz in Germania, alla Henny Jurriens Foundation di Amsterdam, al Raça Centro de Arte di San Paolo in Brasile ed altri ancora come nelle corde e nelle tradizioni del “Livorno in Danza”. E soprattutto come garantito dalle griffe già approdate a Livorno, peraltro quest’anno piena come un uovo in tutte le strutture ricettive per un’ottava edizione dal successo già annunciato. In passato come anche quest’anno – ci racconta ancora Gaia Lemmi – “Livorno in Danza” è stato ed è oggi un volano molto significativo per il turismo della cultura. La nostra città non ha una vocazione propriamente turistica per cui l’intera filiera dell’ospitalità riesce a godere del nostro festival proprio come piace a noi. Così come ci è piaciuto formare i nostri talenti con i grandissimi nomi della danza quali Virginie Mecene (direttrice Martha Graham Center New York), Constança Couto (Conservatorio Nacional di Lisbona), Teresa Kelsey (Trinity Laban di Londra), Stéphane Fournial (Scuola di ballo Teatro San Carlo di Napoli), Biagio Tambone (già Teatro alla Scala di Milano), Pompea Santoro (Ekodance Project Torino), Anna Maria Prina (già direttrice dell’Accademia del Teatro Alla Scala di Milano), Savina Marasi (Henny Jurriens di Amsterdam) e molti altri che torneranno senz’altro nelle prossime dizioni per offrire sempre il meglio ai tanti ragazzi e ragazze che credono in noi. Non possiamo deluderli!

E come può una direzione artistica e didattica garantire un buon prodotto se non con una formazione internazionale credibile?
Ecco svelati, dunque, i premi ed i riconoscimenti previsti al concorso del 10 ed 11 febbraio e, soprattutto, alle audizioni del 12 per danzatori a partire dai dodici anni di età per accedere a percorsi formativi intensivi presso il Peridance Center di New York, il DAF di Roma o la Ballettschukle di Basilea. E poi tanti altri premi per i vincitori di ciascuna categoria del “Livorno in Danza”, vere autentiche opere d’arte uniche nel loro genere. Infatti vengono coniate delle medaglie in metallo, appositamente ed esclusivamente realizzate con il logo dell’evento. Tra i vincitori di categoria viene eletto il vincitore assoluto, che si aggiudica un’opera interamente realizzata a mano dalla Cooperativa Sociale “Blucammello”. Ci sarà spazio anche a rimborsi in denaro messi a disposizione dalla famiglia di Paola Dolci mentre il vincitore della Composizione Coreografica si aggiudicherà un altro rimborso messo a disposizione dell’azienda Antheo, leader nella produzione di tappeti danza ed attrezzature per sale danza, oltre ad ulteriori riconoscimenti a mezzo stampa e con il premio assegnato dalla giuria popolare con il contributo di “Radio Incontro”, radio ufficiale della manifestazione, per i concorrenti di tutte le età che poi salperanno da Livorno con un mare di ricordi e di indiscutibile qualità coreutica.

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