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Evolution Dance Theater

L'intervista
Quando
08/04/2019
Genere
L'intervista
Lo statunitense ANTHONY HEINL danza giovanissimo per spettacoli di fama internazionale, da Paul Taylor a Martha Graham, e già nel 2001 entra a far parte della compagnia Momix, girando il mondo  prima come ballerino e poi come assistente coreografo. Poi la svolta nel suo percorso artistico: nel 2008 fonda a Roma la sua compagnia  eVolution Dance Theater. Nel 2009 viene chiamato dal Maestro Vladimir Derevianko, direttore artistico del Maggio Danza di Firenze, per curare la nuova produzione FireFly, che viene ripresa dalla eVolution Dance Theater che lo rappresenta in tutta Italia e in alcune città internazionali quali Hong Kong e Macao. 
Incontriamo Heinl alla vigilia della sua presenza proprio a Firenze il prossimo 21 febbraio. In virtù della partnership tra Danza in Fiera 2019 e il Teatro Verdi di Firenze, all'interno della XXI Stagione Teatrale, sono infatti in calendario tre spettacoli di danza internazionale di altissimo livello, che vantano ciascuno una precisa identità coreutica. Si partitrà proprio con l’estro poliedrico di Anthony Heinl e della sua compagnia eVolution Dance Theater che non mancherà come sempre di fondere insieme danza, arte, acrobazia, magia e illusione. Senza dimenticare l’incontro con il pubblico e la lezione che avranno luogo alla Fortezza da Basso venerdi 22 febbraio.

Dopo la sua lunga esperienza negli Stati Uniti perché ha deciso di fondare la sua compagnia proprio in Italia?
Per 2 ragioni: é da quando ero piccolo che volevo vivere in Europa. Mi è sempre piaciuta l'Italia avendoci lavorato per diversi anni, e New York stava diventando troppo costosa e difficile. È un grosso problema e molte compagnie stanno chiudendo o si spostano da New York. 
Qui posso quasi fare uno spettacolo intero al prezzo dell’ affitto mensile di una sala prove a Manhattan.
 
Come sceglie un danzatore  per la sua compagnia. Cosa chiede ad un suo performer?
Seleziono danzatori che siano interessanti e "natural movers" (chi si muove con naturalezza). Artisti che sono interessati e incuriositi verso il lavoro che facciamo.
Chi ha grinta e passione. Un danzatori unico o che apporti qualcosa di nuovo alla compagnia per me è più interessante di un ballerino tecnicamente perfetto.
 
Con la vostra compagnia riuscite a fondere in un unico spettacolo danza, arte, acrobazia, magia e illusione. Da dove cominciate per produrre un mix cosi complesso?
Voglio che lo spettacolo abbia diverse varietà, lavoro ai diversi pezzi dello spettacolo in maniera separata. Voglio che ogni pezzo sia assolutamente unico. Facciamo e progettiamo quasi tutto a mano dagli effetti luce ai costumi agli oggetti di scena, sicuramente è un lavoro maggiore ma mi permette di creare tutto nel modo che voglio in maniera che funzioni tutto nel suo insieme. Faccio diversi esperimenti e mi appunto molte idee. Una volta che le idee funzionano ci lavoriamo in sala prova con i ballerini in maniera da trovare le modalità più interessanti per utilizzare tutti gli elementi. Alcune volte si creano cose molto più interessanti di quelli che ho immaginato. Cerchiamo di mettere in scena solo idee funzionanti e interessanti.
 
Quanto c’è dei Momix, con i quali ha lavorato in moltissime produzioni, nella  Evolution Dance Theater?
Sono stato ovviamente molto influenzato dal lavoro nei Momix, Questo genere di danza iniziato diversi anni fa con Alwin Nikolais, unisce la danza alla tecnologia e agli effetti luce e visivi. 
Ho imparato dai Momix quanto sia importante selezionare la musica giusta e di investire veramente tempo nello sperimentare e sviluppare un’idea più a lungo di quanto facciano la maggior parte delle altre compagnie. Guardo alla mia compagnia non solo come compagnia di danza ma come uno spettacolo in cui anche luci, costumi e scenografia sono elementi fondamentali per creare qualcosa di visualmente veramente interessante. Nutro un grande rispetto nei loro confronti anche per quanto ho imparato negli anni passati con i Momix e voglio andare avanti a creare nuove belle e divertenti idee per il pubblico come fanno loro.
 
A Firenze porterete the magic of light. Cosa attende lo spettatore ?
The Magic of Light è una scelta di pezzi di repertorio dei nostri primi dieci anni di compagnia. Alcuni di questi pezzi li ho creati proprio qui a Firenze per il Maggio Danza durante  la nostra prima stagione.
Abbiamo selezionato i pezzi migliori che abbiamo creato dagli esordi della compagnia 10 anni fa per dare vita ad unaserata realmente piacevole. Un programma di 90 minuti che vuole essere un viaggio fantastico per i sensi. Bellezza, Commedia, Corpi e Luci.
 
Nei vostri spettacoli le figure si imprimono su vellutini generando delle ombre. Tutto questo ha un intento illusionistico o onirico?
Parte del divertimento è osservare come un' idea astratta diviene chiara e contreta e viceversa. 
Le immagini potenti sono autoesplicative e anche personali.
Mi piace lavorare con il Visivo perchè lascia spazio all' interpretazione. Alcune volte chi ha visto lo spettacolo mi parla di cose che ha visto nello spettacolo e non ho idea di cosa stia parlando. È divertente questo avanti e indietro dal sogno al mondo reale. Mi piace lasciare al pubblico la libertà nell’ interpretazione. Mistero e sogno hanno il loro fascino quando non ci risposte chiare.
Massimo Zannola