Oggi nasceva Jean-Baptiste Lully

Oggi ricorre l’anniversario della nascita di un grande artista italiano che influenzò considerevolmente lo sviluppo della musica francese. Molti importanti musicisti, sino al XVIII secolo hanno fatto riferimento alla sua opera.Il l suo vero nome era Giovanni Battista Lulli ed era toscano. Nacque a Firenze il 28 novembre del 1632 da Lorenzo Lulli e Caterina del Sera e nella sua città natale trascorse tutta la sua infanzia. La sua vita cambiò quando alla fine di febbraio 1646, Ruggero di Lorena, uno dei figli del duca di Guisa in visita in Italia, fu pregato dalla nipote Anna Maria Luisa d’Orléans duchessa di Montpensier (Mademoiselle de Montpensier) di cercare un piccolo italiano per conversare nella lingua che stava studiando. Il cavaliere scelse il piccolo quattordicenne Giovanni Battista, forse dopo averlo osservato nel corso di uno spettacolo, Lulli lasciò quindi così la casa paterna alla volta della Francia. Fu al servizio della duchessa che il suo cognome venne francesizzato, impiegato come garçon de chambre ebbe l’opportunità, con l’assenso della Grande Mademoiselle , di migliorare le sue conoscenze musicali già iniziate in Italia dove aveva già preso alcune lezioni di violino e chitarra. Nel Palazzo delle Tuileries, residenza della nobildonna si tenevano continue feste, serenate, e concerti suonati dai più rinomati virtuosi dell’epoca, il contatto con alcuni di loro accrebbero la sua formazione. In quel luogo Lully raffinò anche lo studio della la danza, per cui era particolarmente dotato, e svolse la sua prima attività documentata, partecipando come ballerino e compositore di una parte delle musiche per una mascherata messa in scena alle Tuileries per festeggiare alcuni comandanti della Fronda (1952) Nell’autunno dello stesso anno, però, la Fronda fu sconfitta e la principessa fu costretta all’esilio. Lully perciò chiese e ottenne di lasciare il servizio, rivolgendosi direttamente al re, Luigi XIV.

“Il privilegiato” del Re Sole

Fu alla corte di Luigi XIV che Lully mise abilmente a frutto le sue qualità di danzatore, attore e musicista. Inoltre il suo eccezionale istinto gli permise,col tempo, di scavalcare ogni altro artista già affermato del re. Ottenne subito di entrare nella Grande Bande des violons du roy, un complesso di ventiquattro violini, e si fece conoscere anche come attore e ballerino. Partecipò come danzatore, ma anche componendo parte delle musiche e delle coreografie, al Ballet royal du jour et de la nuit, su musica di Jean de Cambefort messo in scena nel 1653 per festeggiare la ripresa del potere reale, nel quale Luigi XIV danzò sostenendo per la prima volta la personificazione del Sole. Il fiorentino riscosse un tale successo, che Luigi XIV, provetto danzatore ed entusiasta del suo nuovo artista italiano, il 16 marzo 1653 lo nominò compositeur de la musique instrumentale. Da allora e sino al 1685, Lully sarà ballerino e compositore del re, intrecciando con lui un rapporto privilegiato. Non soddisfatto dell’orchestra della Grande Bande des violons, Lully ne fondò una più piccola, i Petits violons, che sottopose a una ferrea disciplina, all’epoca affatto sconosciuta. Nel 1656 compose interamente la musica per una mascherata, La galanterie du Temps, che fece eseguire alla sua piccola orchestra e l’anno successivo scrisse il primo balletto, L’Amour malade. Nel 1660, fu incaricato di comporre le musiche per i balletti delle opere di Cavalli, chiamato a lavorare a Parigi dal cardinale Mazzarino, ( Xerxes ed Ercole amante). Comincia in questo periodo la sua rapida ascesa al successo alla Corte Francese. Il re lo teneva infatti in grande considerazione e lo favorì oltre misura: il 16 maggio 1661, fu nominato surintendant de la musique de la chambre du roi, il massimo a cui Lully poteva aspirare. A dicembre dello stesso anno ottenne di essere naturalizzato francese con il nome Jean-Baptiste de Lully. Pochi mesi dopo, sposò Madeleine Lambert, giovane figlia di Michel Lambert , uno dei maggiori musicisti di corte. Lully, di cui si disse che ebbe anche rapporti omosessuali, tradì molte volte la moglie, ma da lei ebbe sei figli di cui uno suo omonimo.

Représentation d'Alceste de Lully-Quinault, Versailles, fête de 1674, Le Pautre - Gallica
Représentation d’Alceste de Lully-Quinault, Versailles, fête de 1674, Le Pautre – Gallica

La danza e il teatro con Molière: la comédie-ballet

Lully collaborò a lungo con l’attore e commediografo Molière e il coreografo e maestro di danza Pierre Beauchamp per la creazione di numerose comédies-ballets, tra cui una delle più celebri sarà Le bourgeois gentilhomme su testo di Molière, rappresentata per la prima volta a corte il 14 ottobre 1670. La progressiva ‘francesizzazione’ di Lully concorreva con i progetti del sovrano che intendeva creare opere musicali interamente francesi autoctone e alternative, o addirittura predominanti, rispetto all’opera italiana che tanto veniva imitata.

L’Opera francese e la tirannia artistica di Lully

Diversi erano stati i tentativi messi in atto per adattare i melodrammi musicali italiani alla lingua francese. Sui versi di Molière, Lully scrisse Le mariage forcé (1664), la prima di una serie di opere di questo nuovo genere. Il sodalizio artistico tra i due, grandemente apprezzato dal re, terminò con la rappresentazione della tragédie-ballet Psyché, avvenuta nel gennaio del 1671. Il melodramma nazionale aveva già mosso i primi passi decisivi con il poeta Pierre Perrin, il compositore Robert Cambert che presentarono a Parigi la pastorale Pomone il primo sontuoso spettacolo tutto francese che riscosse lingua, musica, costumi. L’apparato scenografico era imponente con macchine teatrali, balli e cori, inoltre i suoi eccezionali incassi non passarono inosservati alla Corte. Tutto ciò fece invidia a Lully che nel 1672 si impose al re ottenendo da lui la revoca del privilegio di Perrin. ( Il priviligio autorizzava per 12 anni Perrin alla creazione di accademie in tutta la Francia e a riscuotere dagli spettatori una somma di danaro per vedere gli spettacoli da lui realizzati). Con Lully il monopolio divenne vitalizio e addirittura ereditabile. Egli divenne praticamente padrone del melodramma francese! Da quel periodo in poi, scrisse e fece andare in scena un’opera all’anno collaborando quasi sempre con il librettista fu Philippe Quinault. Divenne ricchissimo ed esercitò un’autentica tirannia musicale, soffocando la concorrenza. Limitò drasticamente i mezzi di tutte le altre compagnie, che non potevano dare spettacoli in cui fossero presenti ballerini e potevano disporre al massimo di due sole voci e sei violini. Fu perciò violentemente attaccato in occasione della rappresentazione dell’Alceste del 1674.

La sua accademia

Lully aprì una sua accademia, trasformando in teatro una sala in rue de Vaugirard. Nel 1673, subito dopo la morte di Molière, Lully costrinse la compagnia del celebre commediografo a lasciare il Théâtre du Palais Royal, che il re aveva concesso a Molière fin dal 1661 convertendolo così in teatro pubblico a pagamento, e vi installò la sede della sua Académie. Chiamò come socio Carlo Vigarani architetto teatrale gradito al sovrano e indispensabile sia come scenografo che per la ristrutturazione della sala di questo teatro. L’11 novembre Lully l’inaugurò mandando in scena all’Opera Les fêtes de l’Amour et de Bacchus con il libretto di Philippe Quinault ed Isaac de Benserade ed ebbe un successo travolgente. Nel 1674, seguì la tragedia in cinque atti, Alceste. L’aggressiva ostilità con cui fu accolta, convinse però Luigi XIV a trasferire in un ambiente più protetto le ‘prime’ delle opere successive. Varie altre questioni, anche legali, procurarono numerose difficoltà a Lully, tuttavia superate. All’età di 50 anni, era all’apice della carriera. Dal 1680 non aveva più alcun socio per l’Opéra. Ai suoi spettacoli si mostrava generoso facendo pagare pochissimo i posti in piedi dei poveri, ma le poltrone dei ricchi erano vendute a prezzi più altissimi. Grazie a un secondo privilegio concesso dal re il 20 settembre 1672, Lully poté inoltre intascare il ricavato delle vendite dei libretti al pubblico, e dal 1677 anche della sua musica a stampa.

Lully morì il 22 marzo del 1687

Si ammalò seriamente a seguito di un infortunio che ebbe l’8 gennaio dello stesso anno. Stava provando il Te Deum (da lui scritto dieci anni prima) per farlo eseguire come ringraziamento della recente guarigione del re, quando si ferì, battendo violentemente sul piede con il pesante bastone di metallo usato per segnare il tempo. La ferita si infettò, complicandosi in cancrena e, per tentare di salvarlo, i medici proposero l’amputazione della gamba. Lully, forse perché sperava nella guarigione o forse per il suo orgoglio, rifiutò. La malattia fece il suo corso nefasto e dopo oltre due mesi di penosi travagli, morì. Oggi è sepolto nella chiesa di Notre-Dame-des-Victoires a Parigi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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