Positano Premia la Danza 2017

Quarantacinque candeline col botto a Positano per sabato 9 settembre. Un incipit così ci conduce direttamente nei meandri dell’edizione a cifra tonda del “Positano Premia la Danza” 2017, diretta per il terzo anno da Laura Valente, con il consueto obiettivo di rilanciare la danza internazionale su più livelli. Con un sistema tra i maggiori premi del mondo e la partecipazione delle stelle più luccicanti del panorama coreutico tutte insieme sulla spiaggia della danza più famosa al mondo. Una sinergia di uomini, donne e luoghi proprio come nelle corde di Laura Valente.
Alfio Agostini e Laura ValenteCon la rete tra Positano, il “Prix ballet de Cannes Premio BALLET2000″ di Cannes ed il “Prix Benois de la Danse” del Teatro Bolshoi di Mosca – racconta la direttrice artistica – vogliamo condurre per mano il nostro premio tra i migliori al mondo, i più credibili ed i più gettonati dalle stelle della danza. Una mission che porto avanti per il secondo anno con Alfio Agostini, il nostro presidente di giuria, che ha scelto giurati e candidati davvero in ogni angolo del mondo. E sono certa che con l’aiuto delle istituzioni riusciremo nella nostra impresa. Del resto Positano ed il suo premio sono noti al mondo intero, con una serie incredibili di storie, eventi e personaggi che hanno reso la Spiaggia Grande la spiaggia più ambita dei ballerini e degli addetti ai lavori di Tersicore.
Ma entriamo nel merito di questa quarantacinquesima edizione, a cominciare dal bozzetto di “Petrushka” di Paolo Ricci, conservato nell’Archivio storico del Teatro di San Carlo di Napoli e divenuto l’immagine ufficiale proprio di questa edizione. Un dono del Massimo partenopeo nell’ottica di una sinergia tra due delle realtà di danza più importanti al mondo e certamente della città di Napoli che sabato 9 settembre si appresta a diventare la capitale della danza.

Ed in questa magica occasione sfileranno i nomi più ricorrenti delle grandi stagioni di balletto nei teatri di ogni dove, a cominciare da Jiri Kylian con la moglie e musa Sabine Kupferberg, ospite a Positano per ricevere la menzione speciale per sé ed il premio alla carriera del marito ceco. Purtroppo per motivi di salute il grande coreografo e direttore del Nederlands Dans Theater non sarà presente ma ha inviato un cortometraggio di quindici minuti proprio per l’occasione e creato ad hoc per il più prestigioso premio. E poi la musica. O meglio dire la musica per la danza, con un riconoscimento a Michael Nyman, compositore famoso per il cinema e soprattutto per il film “Lezioni di piano” del 1993 di Jane Campion, vincitore di tre premi Oscar e Palma d’Oro a Cannes. Sulla Spiaggia Grande anche il maestro inglese sarà introdotto da un video di tre minuti in cui, attraverso il movimento di due ragazze che saltano la corda, viene lanciato un messaggio di denuncia contro la violazione dei diritti umani. Per passare a tre etoiles di varie generazioni quali la vincitrice del “Massine Legacy” Tatiana Leskova, già ballerina dei Ballets Russes de Colonel W. de Basil, nonché una delle maggiori étoiles del Novecento, interprete e collaboratrice di Léonide Massine fin dal 1960. Oggi novantacinquenne, Tatiana Leskova vive a Rio de Janeiro e non potrà ricevere personalmente il premio perché impegnata a rimontare un balletto. E poi, insieme all’etoile di un tempo, il palcoscenico di Positano ospiterà anche le più giovani etoiles Maria Kochetkova e Leonore Baulac, provenienti rispettivamente dal Teatro Bolshoi di Mosca ed il Teatro dell’Opéra di Parigi in un festival nel festival con un tripudio di danzatori premiati e danzanti sul palco più suggestivo ed in una serata che si presenta fresca e ricca di stelle come non mai. A cominciare dalle già citate Maria Kochetkova e Léonore Baulac, in coppia con Alessio Carbone del Ballet de l’Opéra de Paris, Sebastian Kloborg (Royal Danish Ballet), Daniel Camargo (Het Nationale Ballet), Yanier Gómez (Compañía Nacional de Danza), Virna Toppi e Nicola Del Freo (Teatro Alla Scala di Milano), Aidan Gibson con Jon Vallejo (Semperoper Dresden), Otylia Gony e Dominic Bisson (Cannes Jeune Ballet) ed i napoletani Valeria Galluccio (Compagnie Marie Chouinard, Canada) e soprattutto il sancarliano Luigi Crispino (American Ballet Theatre), insignito del “Premio Giovani stelle campane della danza nel mondo”.

Senza dimenticare la tanta cultura di danza che gravita in ogni granello di sabbia di Positano e della sua storia. A cominciare dal “Premio per l’Alta Formazione nella danza” quest’anno assegnato a Paola Cantalupo, direttrice del Centre International de Danse “Rosella Hightower” di Cannes. Formata al Teatro Alla Scala di Milano, già étoile dei Ballets de Monte-Carlo, dirige a Cannes una delle scuole più prestigiose in Europa, da sempre produttrice di talenti della danza classica e moderna. Presenterà due giovani danzatori del suo Cannes Jeune Ballet in un brano del coreografo napoletano Francesco Nappa. Non da meno è senz’altro il “Premio per la trasmissione di un Repertorio Coreografico raro” destinato a Frank Andersen e Dinna Bjørn, direttori del Royal Danish Ballet. Entrambi sono impegnati da sempre in tutto il mondo nella ricostruzione dell’opera coreografica di August Bournonville, autore legato a Napoli dove visse e che gli ispirò il balletto “Napoli”, presentato per la prima volta nel 1842 al Teatro Reale di Copenaghen. Infine la formazione vera e propria, quella universitaria per intenderci: l Premio speciale all’Alta Formazione “Luca Vespoli” è stato infatti assegnato ad Aurelio Tommasetti, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, per la politica perseguita dalla sua Università nel dar vita ad un polo sui linguaggi delle arti in cui la danza trova inediti e proficui intrecci con le arti figurative, il teatro e la musica.

Ma chi ha decretato tutti questi vincitori? La commissione internazionale presieduta da Alfio Agostini, fortemente voluto al suo fianco da Laura Valente per entrare definitivamente nel novero dei premi più credibili. E così al fianco dei due siederanno Jean Pierre Pastori de “La Tribune” nonché Presidente della “Fondation Béjart Ballet Lausanne”, Gerald Dowler del “The Financial Times” e del “Dancing Times”,  lo scrittore, critico e storico della danza danese Erik Aschengreen, Roger Salas di “El Pais”, Valeria Crippa del “Corriere della Sera” e la direttrice del premio moscovita “Benois” Nina Loory. Ma come sempre la Valente non ha rinunciato alla fotografia, stavolta scegliendo i pixel di Marc Haegeman con la mostra che si inaugurerà il 9 settembre alla Pinacoteca Comunale, intitolata “Russians, a unique way with ballet” visitabile gratuitamente a pochi passi dalla Spiaggia Grande fino al 15 settembre. La mostra è tutta dedicata al balletto di tradizione, con un particolare omaggio alla scuola russa, danzatori e danzatrici che hanno attraversato il mondo della danza imprimendo segni incancellabili ad uno stile unico, in grado di aprire varchi infiniti e inediti verso il cambiamento. La mostra è firmata da uno dei più autorevoli fotografi di danza, il belga Marc Haegeman, che è anche un riconosciuto critico di settore.

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