Svetlana Zakharova a Palermo

 

Svetlana Zakharova, étoile del Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca e del Balletto del Teatro alla Scala di Milano, sarà protagonista di Giselle in scena domenica 16 luglio alle 21.30 al Teatro di Verdura per “Summerwhere”, la stagione estiva del Teatro Massimo di Palermo, con l’Orchestra e il Corpo di ballo del Teatro Massimo (e poi in replica martedì 18 e mercoledì 19, sempre alle 21.30).

La prima volta a Palermo per Svetlana Zakharova in un ruolo da protagonista, dopo la partecipazione a un galà con Roberto Bolle dodici anni fa. Accanto a lei, nel ruolo di Albrecht, Denis Rodkin, primo ballerino del Bol’šoj. Direttore Alexei Baklan, allestimento del Teatro San Carlo di Napoli, coreografia di Ricardo Nuñez ripresa da Patrizia Manieri, scene di Raffaele Del Savio, costumi di Giusi Giustino, luci di Bruno Ciulli.

“Ho interpretato Giselle tante e tante volte nella mia vita – dice l’étoile – e ogni volta è un po’ diverso, ogni volta provo e porto sulla scena emozioni diverse. Certo questo personaggio fa parte di me”.

Svetlana Zakharova e Denis Rodkin ph © rosellina garbo
Svetlana Zakharova e Denis Rodkin ph © rosellina garbo

“Questa Giselle è un grande momento di orgoglio per noi – dice il coordinatore del Corpo di ballo del Teatro Massimo, Marco Bellone – credo che sia importante in questo periodo storico di grandi difficoltà per il mondo della danza in Italia, essere tutti coesi e renderci parte attiva di un nuovo rinascimento della danza, sperando che a breve di possa contare almeno su un Corpo di ballo in ogni regione d’Italia”.

Myrtha è Maria Chiara Grisafi; Hilarion è Riccardo Riccio; Berthe, madre di Giselle, è Elisa Arnone; Wilfred, amico di Albrecht, è Fabio Correnti; Bathilde, fidanzata di Albrecht, è Noemi Ferrante. Il Duca di Curlandia è Gaetano La Mantia; contadini Alessandro Cascioli, Michele Morelli, Yuriko Nishihara, Marta Marigliani; due Villi sono Moyna Chiara Sgnaolin, Zulmé Jessica Tranchina.

Giselle, ou les Wilis (Giselle, o le Villi) nacque da un’idea letteraria di Théophile Gautier, il quale si basò sul trattato di Heinrich Heine De l’Allemagne. Il poeta romantico – come racconta Silvia Augello nell’introduzione all’opera sul programma di sala – rimase incantato dalla leggenda delle Villi, spiriti di giovani donne abbandonate o tradite defunte prima delle nozze, che troveranno la pace solo dopo aver fatto danzare fino alla morte gli uomini che sono stati la causa delle loro sofferenze. Gautier collaborò con Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e insieme scelsero di dare un antefatto alla leggenda delle Villi per completarne la storia.

Per la composizione della musica si scelse Adolphe Adam, il quale completò la partitura in appena tre settimane. La novità sta nell’originalità, Adam non prese in prestito le musiche da altri balletti (prassi molto comune al tempo) ma la compose apposta per l’occasione.

 

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