Versamenti contributivi

Come si calcolano i contributi per i lavoratori dello spettacolo?

L’obbligo del versamento dei contributi previdenziali è la diretta conseguenza dell’obbligo assicurativo che sorge nel momento in cui le prestazioni di un soggetto (lavoratore) vengono utilizzate da un altro soggetto (datore di lavoro).
E’ nullo qualunque patto tra il lavoratore ed il datore di lavoro volto ad eludere gli obblighi relativi alla previdenza (cfr. art. 2115, comma 3 c.c.).
La contribuzione previdenziale ordinaria è pari al 33,00% della retribuzione lorda o del compenso, di cui il 23,81% è a carico del datore di lavoro (o committente) e il 9,19% è a carico del lavoratore. Per i lavoratori dello spettacolo “nuovi iscritti”, il contributo base (33% per la generalità; 35,70% per ballerini e tersicorei, nonché coreografi e assistenti coreografi) è calcolato sulla retribuzione giornaliera entro il limite del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, previsto dall’art. 2, comma 18, Legge n. 335/1995 (rivalutato in base all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’ISTAT), pari, per l’anno 2014, a € 100.123,00.Sulla parte di retribuzione annua eccedente l’importo del massimale retributivo e pensionabile suddetto, si applica un contributo di solidarietà del 5,00%, di cui il 2,50% a carico del datore di lavoro e il restante 2,50% a carico del lavoratore. È, altresì, dovuta un’aliquota aggiuntiva dell’1% a carico del lavoratore, da applicare sulla parte di retribuzione annua eccedente, per l’anno 2014, l’importo di € 46.031,00 e sino al massimale annuo di retribuzione imponibile pari a € 100.123,00. Per i lavoratori dello spettacolo “vecchi iscritti”, la retribuzione giornaliera corrisposta, viene assoggettata all’aliquota base del 33%: integralmente se la retribuzione giornaliera non eccede il massimale di fascia di retribuzione giornaliera imponibile, che per l’anno 2014 è pari a € 729,90; nei limiti dei massimali di retribuzione imponibile, se la retribuzione giornaliera eccede € 729,90; in tal caso, è necessario individuare il massimale corrispondente alla fascia di retribuzione giornaliera e applicare sulla stessa il 33%.Ad ogni fascia di retribuzione giornaliera corrisponde un numero di giorni di contribuzione accreditati che, per ciascuna retribuzione giornaliera non possono essere superiori ad otto. Qualora il lavoratore abbia raggiunto, nel corso dell’anno, 312 giornate di contribuzione, per quelle successive l’aliquota si applica sul massimale di retribuzione giornaliera della prima fascia a prescindere dall’effettivo ammontare del compenso giornaliero. Le fasce di retribuzione giornaliera ed i relativi massimali di retribuzione imponibile vengono rivalutati annualmente, in base all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’ISTAT. Sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente il relativo massimale di fascia si applica un contributo di solidarietà (nella misura del 5%, di cui 2,50% a carico del datore di lavoro e 2,50% a carico del lavoratore). L’aliquota aggiuntiva (1% a carico del lavoratore) si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente, per l’anno 2014, l’importo di euro 147,54 e sino al massimale di retribuzione giornaliera imponibile relativo a ciascuna delle predette fasce di retribuzione giornaliera.

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