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«Coefore Rock&Roll»: la dissacrazione del mito secondo Enzo Cosimi

Critica Spettacoli
Luogo
Fabbrica Europa 2023: Teatro Cantiere Florida
Firenze (FI)
Quando
29/09/2023
Compagnia
Compagnia Enzo Cosimi
Genere
Moderno/Contemporaneo
Gabriella Gori



È dissacrate e dissacratorio Enzo Cosimi nel rivisitare il mito e ardito è il suo Coefore Rock&Roll, presentato al Teatro Cantiere Florida di Firenze nell'ambito di Fabbrica Europa 2023. Il multidisciplinare Festival cittadino che, giunto alla trentesima edizione, dedica ampio spazio alla danza contemporanea ospitando artisti e compagnie nazionali e internazionali.
E tra questi intriganti rendez-vous non poteva mancare Enzo Cosimi, dancemaker colto e visionario, che si confronta con il mito rileggendolo e reinterpretandolo “in forme transmediali e transdisciplinari”. Un modus operandi che mette in luce la capacità dell'arte tersicorea di essere altro da se e di fare da trait d'unione

tra la musica d'avanguardia e il teatro classico. Uno “sconfinamento” che coinvolge le arti visive e performative “in un'azione coreografica dalla costruzione orizzontale ed espansa”.

Creato nel 2020 e seconda tappa del progetto Orestea,  l'applaudito Coefore Rock&Roll si ispira alla tragedia di Eschilo e al dramma di Oreste che ucciderà la madre Clitemnestra, assassina del padre Agamennone. Cosimi, che firma regia, coreografia, scene e costumi, mentre la drammaturgia è a quattro mani con Maria Paola Zedda, attualizza e dissacra il mito mettendo in luce la dualità psicologica di Oreste diviso tra la necessità di portare a compimento la vendetta filiale e il macchiarsi di un delitto atroce come quello materno.  

In modo spiazzante il coreografo romano fa partire la sua indagine all'infanzia del protagonista, della sorella Elettra e del cugino Pilade quando, tra giocattoli, peluche e coperte variopinte, che richiamano le creazioni dell'americano Mike Kelley, si scatenano pulsioni violente e ancestrali  amplificate da urla e grida assordanti e dissonanti.

Tutta la pièce 'cosimiana' procede in un crescendo di tensione alla presenza delle sei coefore vestite di nero che, ai margini della scena presiedono al dramma che si consuma coinvolgendo Oreste e Pilade, con il volto coperto da due passamontagna gialli, ed  Elettra e Clitemnestra con occhi cerchiati di nero e capelli sciolti.

I quattro, tutti in body color carne, sono l'uno il doppio dell'altro: Oreste e Pilade, nelle prese di ruolo di Francesco Saverio Cavaliere e Luca Della Corte, Clitemnestra e Elettra interpretate dalle statuarie Alice Raffaelli e Roberta Racis.

In un'atmosfera claustrofobica Cosimi richiama lo spirito della tragedia greca e la classicità prorompe in immagini suggestive con la madre e la figlia che attraversano il palcoscenico come statue avvolte da coperte-mantello, con Oreste e Pilade che, imprigionati nei loro corpi, si dibattono incessantemente nel loro dissidio interiore.

La performance si fa feroce e fagocitante grazie alle luci chiaroscurali di Gianni Staropoli, alla bravura degli interpreti e soprattutto ad una danza 'strana', materica e viscerale che dissacra il linguaggio contemporaneo con movimenti sincopati, distonici, sinusoidali e trascina lo spettatore in un abisso cognitivo ed espressivo. E l'antico dramma di Oreste nell'ultima parte dello spettacolo trova il suo corrispettivo nel commento sonoro di Lady Maru, figura di riferimento della musica techno sperimentale romana e internazionale. Questa Lady vestita di nero coinvolge i protagonisti e il pubblico con il suo sound straniante mentre le Coefore/Erinni, incaricate di portare le libagioni ai defunti, allontanano Oreste e lo confinano nel suo dolore. Nel finale solo i pupazzi restano sulla scena fittizia e apocalittico è il senso di morte che ci circonda.

foto: Monia Pavoni

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