Nel cuore del Monferrato, tra colline sinuose e vigneti secolari, Orsolina28 Art Foundation ETS si prepara ad accogliere il pubblico per una nuova creazione coreografica che promette di essere un’esperienza sensoriale e poetica. Sabato 5 luglio alle ore 20:30 andrà in scena (In)Edith, firmata dal coreografo italiano Ermanno Sbezzo, artista di rilievo internazionale, il cui linguaggio si nutre tanto della tradizione quanto dell’innovazione più audace. L’ingresso sarà gratuito, su prenotazione.
Ispirata alla figura di Édith Piaf, icona della musica francese e mondiale, la creazione si propone non come una biografia danzata, ma come una rilettura simbolica e visionaria della sua essenza. In(Edith) nasce dal desiderio di esplorare, attraverso il movimento, la forza emotiva e i contrasti che hanno attraversato la vita e l’arte della celebre chanteuse. La sua voce, così riconoscibile e carica di intensità, diventa il punto di partenza per un viaggio artistico nel futuro, dove corpo, luce e suono si intrecciano in una trama profondamente evocativa.
Lontana da qualsiasi approccio illustrativo o didascalico, l’opera si muove su un registro astratto e universale. I danzatori danno corpo a conflitti interiori, evocano passioni, silenzi e desideri, creando un’architettura coreografica che parla direttamente all’immaginazione dello spettatore. La musica, affidata al compositore Davide Degano, è parte integrante del dispositivo scenico: frammenti delle più celebri canzoni di Piaf vengono decostruiti, rielaborati e ricomposti in una nuova partitura contemporanea, sospesa tra suggestioni elettroniche, sperimentazione e memoria. La voce della cantante, proiettata nel XXI secolo, diventa materia viva, reinventata grazie a tecnologie sonore avanzate.
A dare vita a questa visione, sei danzatori di alto livello, scelti personalmente da Sbezzo nel corso dei suoi anni di lavoro in giro per il mondo: Madeleine Salhany, Mariano Gonzalez, Rebecca Maguolo, Tahlia Russell, Chus Western e Giovanni Fumarola. La scrittura coreografica si muove con eleganza tra i codici della danza classica e quelli della ricerca contemporanea, cercando un punto di contatto tra la purezza della forma e la libertà dell’espressione individuale.
Lo spazio scenico è pensato come un ambiente essenziale e futuristico, in cui la luce gioca un ruolo drammaturgico decisivo. Ombre e chiaroscuri disegnano la scena, scolpiscono i corpi e amplificano l’intensità del gesto, creando una dimensione sospesa, a metà tra sogno e visione. Tutto è ridotto all’essenziale, perché nulla distolga dallo spazio vivo del movimento.
L’opera sarà presentata al termine di una residenza artistica in corso presso Orsolina28, un luogo unico nel panorama delle arti performative, nato per promuovere la danza come forma d’arte, disciplina fisica e strumento di benessere. Fondata nel 2016 da Simony Monteiro, la Fondazione si distingue per la sua visione multidisciplinare e inclusiva, capace di coniugare eccellenza artistica, sostenibilità e apertura sociale.
“(In)Edith” rappresenta un incontro tra epoche, estetiche e linguaggi, una riflessione sul tempo e sulla memoria attraverso la lente della danza contemporanea. Un’occasione rara per assistere a una creazione che, pur affondando le radici nella storia, guarda con coraggio e immaginazione al futuro.
di Monica Lubinu