Il Monferrato, terra di colline generose e silenzi carichi di storia, si prepara ad accogliere una delle serate più attese dell’estate culturale italiana. Il prossimo 15 luglio 2025, le storiche Cantine dei Marchesi Incisa della Rocchetta, a Rocchetta Tanaro (AT), saranno nuovamente il teatro en plein air del Rocchetta Grand Jeté: un raffinato Galà di Danza che intreccia il lirismo del Royal Ballet di Londra con il patrimonio enogastronomico e artistico di un territorio che è già poesia a cielo aperto.
Giunto alla sua seconda edizione, il Rocchetta Grand Jeté non è un semplice spettacolo, ma una vera e propria celebrazione dell’armonia tra arti sorelle: la danza e il vino, il gesto e il territorio, l’eccellenza e la memoria. Nata in tempo di pandemia, come risposta creativa e solidale con il progetto “A Bottle for the Arts” — un’iniziativa benefica che ha legato le Cantine al prestigioso teatro londinese della Royal Opera House — questa manifestazione ha saputo evolversi in un appuntamento annuale capace di richiamare l’attenzione della scena internazionale.
Il programma, curato con intelligenza e sensibilità dal ballerino e coreografo italiano Giacomo Rovero, recentemente promosso Solista nella compagnia britannica, promette un equilibrio virtuoso tra repertorio classico e incursioni nella danza contemporanea. Rovero, che per l’occasione firma anche la direzione artistica, sarà sul palco accanto a nomi di assoluto rilievo come Steven McRae, icona di talento e carisma, Meaghan Grace Hinkis, eterea e vibrante, e i raffinati Sae Maeda e Daichi Ikarashi, interpreti dalla tecnica limpida e dalla profondità espressiva. A completare la compagnia, altri danzatori del Royal Ballet e la presenza preziosa del Maestro di Concerto Sergey Levitin, violinista di rara sensibilità, colonna della Royal Opera House.
Il cortile ottocentesco delle Cantine, con le sue geometrie sobrie e il calore del mattone piemontese, si trasforma così in un palcoscenico naturale dove la danza si libra tra le stelle e il profumo di Barbera d’Asti. Uno spazio che non solo accoglie, ma esalta la purezza del gesto e l’emozione della musica, offrendo al pubblico un’esperienza che è al tempo stesso spettacolo e contemplazione.
«Con il Rocchetta Grand Jeté, il nostro impegno quotidiano in vigna, in cantina e nell’accoglienza si apre ancora una volta al mondo dell’arte e della cultura, puntando sempre alla massima qualità» – afferma Francesca Massone Incisa, padrona di casa e anima dell’iniziativa. Le sue parole raccontano una visione in cui la cultura non è ornamento, ma linfa vitale per il territorio.
E in questo spirito, l’evento si distingue anche per la sua vocazione educativa e filantropica: grazie alla collaborazione con alcune scuole di danza piemontesi, alcuni allievi selezionati potranno assistere gratuitamente allo spettacolo, avvicinandosi così all’eccellenza della danza in un contesto straordinariamente ispirante.
Il Rocchetta Grand Jeté si impone quindi come un ponte tra mondi apparentemente distanti ma uniti dalla stessa tensione verso il bello. Il palcoscenico e la vigna, il passo e il sorso, la scena londinese e la quiete monferrina: tutto si fonde in un unico affresco di eleganza e dedizione.
In un’epoca in cui spesso l’arte è costretta a rincorrere l’effimero, eventi come questo restituiscono alla danza il suo significato più autentico: quello di un gesto che parla all’anima, che racconta storie, che attraversa le generazioni e sa ancora commuovere.