Login   |   Registrati
Indietro

OCRAM dance. La condivisione che rinnova la danza contemporanea

Primo Piano
Quando
02/04/2026
Genere
Primo Piano

 

 

di Monica Ratti 

 

Quante volte, nel percorso professionale, incontri artisti che ti lasciano senza ombra di dubbio, non solo per la loro creatività, ma per quella vibrazione speciale che trasmettono? Quegli occhi vivaci, curiosi, che brillano di passione, quell’empatia semplice e sincera, pronta ad accogliere anche i fallimenti e le delusioni. Sono ragazzi, giovani e ambiziosi, con il desiderio di conquistare il mondo, e tu, senza nemmeno rendertene pienamente conto, capisci già che faranno la differenza.

Il sentimento di aver compreso, prima di altri, questa potenzialità, diventa un piccolo orgoglio, un ricordo prezioso di un momento in cui si è percepita quella scintilla di futuro. È come assistere a una germinazione, sapendo che da quei semi nascerà qualcosa di grande.

Conobbi Marco Laudani e Claudio Scalia in occasione della prima dello spettacolo Africa 8 anni fa alla multisala Politeama  di Caltagirone:

Uscii da quel Teatro entusiasta, un linguaggio originale, dinamico qualcosa di finalmente nuovo rispetto a quello che ero abituata a vedere. Fui anche particolarmente incuriosita dal fatto che il fondatore della Compagnia Ocram, Marco Laudani, aveva da subito lasciato spazio a un altro coreografo giovanissimo, Claudio Scalia ( allora ventisenne ) affidandogli la responsabilità di una creazione. In un contesto spesso dominato da narcisismi patologici, la proposta di un giovane coreografo che, fin dall’inizio, metteva in luce il lavoro di un collega altrettanto giovane suscitò in me profondo stupore e ammirazione. Questa visione di collaborazione e condivisione si discosta nettamente dalla tendenza comune, in cui l’individualismo e la ricerca dell’autocelebrazione prevalgono.

La compagnia Ocram Dance Movement, fondata oltre dieci anni fa da Marco Laudani in seguito condivisa con Claudio Scalia, si distingue per una visione artistica profonda e umana, capace di trascendere il puro atto creativo per abbracciare una dimensione di partecipazione e scambio sociale. I due fondatori, con il loro linguaggio coreografico incisivo e innovativo, hanno creato un ensemble che non è solo un gruppo di danzatori, ma un vero e proprio laboratorio di ricerca e approfondimento.

Nel panorama coreutico italiano, è raro assistere a una fusione così perfetta tra potenza creativa e visione sistemica. Marco Laudani e Claudio Scalia non sono solo coreografi; sono i fautori di un modello in cui l'estetica del movimento e la responsabilità formativa marciano di pari passo, distinguendosi nettamente in un settore dove queste doti spesso divergono. Questo approccio si traduce in opere che non solo intrattengono, ma stimolano il pensiero critico e la riflessione.

Attraverso le numerose produzioni, hanno portato la loro estetica nei teatri di New York, Stoccarda e Atene, confermando una cifra stilistica di respiro internazionale.

La vera distinzione di Laudani e Scalia risiede nella capacità di essere, allo stesso tempo, ottimi docenti e mentori generosi. Mentre molti coreografi si limitano all'autocelebrazione, loro hanno scelto la strada della condivisione:

Attraverso il progetto evergreen, si dedicano alla crescita delle nuove generazioni, non solo trasmettendo tecnica, ma stimolando un pensiero critico e un confronto umano autentico.

Hanno trasformato Ocram Dance Movement in un hub creativo che ospita altri linguaggi e coreografi quali Nnamdi Nwagwu e Glenda Gheller, dimostrando una capacità imprenditoriale che guarda al benessere dell'intero sistema culturale.

La loro capacità di essere contemporaneamente creatori di bellezza scenica e guide autorevoli per i giovani che indagano il mondo coreutico, rappresenta una rarità che ha guadagnato la fiducia di istituzioni come Scenario Pubblico.

La scelta di Roberto Zappalà e Maria Inguscio di coinvolgere Laudani e Scalia all'interno di “Scenario Pubblico – Centro di Rilevante Interesse per la Danza”  evidenzia la fiducia nella loro capacità di portare valore aggiunto e di contribuire attivamente alla vita culturale, non solo in Sicilia, ma anche a livello globale. La loro visione artistica e il loro impegno sociale possono ispirare le nuove generazioni di danzatori a intraprendere un percorso che non si limita alla tecnica, ma abbraccia anche l’umanità e la comunità.

Emotivamente coinvolgenti, le loro creazioni sono una scintilla di futuro che nasce da un'intuizione profonda e vibrante in quanto trascendono il semplice aspetto coreografico, ma la bellezza del gesto da loro espresso non è altro che l’esternazione della loro bellezza quali persone   di grande spessore culturale e umano, che si riflette anche  sulla scelta di artisti che in gran parte incarnano la loro visione.

 

Monica Ratti